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GLI EMIRATI ARABI UNITI (U.A.E., United Arabian Emirates)

Dubai City

 

Gli indicatori economici affermano in modo univoco che l’economia degli Emirati Arabi Uniti (U.A.E.) è stabile, in forte crescita ed in costante espansione in tutti i settori, dall’industria sino al turismo.

Le ragioni devono essere individuate nei recenti eventi politici ed economici che hanno permesso all’U.A.E. di conseguire la stabilità sociale, politica e legislativa necessaria per attirare il capitale straniero, sfruttare al meglio le risorse interne e quindi creare le strutture su cui dar vita alla c.d. Free Economy.

Inoltre, gli U.E.A. hanno intuito, prima di altri Paese del Golfo Persico, che l’economia doveva essere diversificata e non solo accentrata sul petrolio; infatti negli ultimi anni il non – oil sector è venuto a rappresentare il 70 % del GDP, determinando una forte crescita del livello della vita ed una distribuzione della ricchezza più omogenea.

In questa situazione di forte espansione economica e sulla scia dell’entusiasmo che si percepisce tra gli operatori del buisness (a titolo meramente informativo, si fa notare che l’industria dell’export e del re-export del Dubai è dominata da giovani e piccole società), anche e soprattutto gli imprenditori italiani possono trovare situazioni estremamente vantaggiose per le loro operazioni economico/commerciali.

Occorre sottolineare come gli U.E.A. hanno intuito l’importanza delle Free Trade Zone (F.T.Z.) per contribuire alla crescita del GDP e quindi hanno dislocato sul loro territorio più F.T.Z. agevolando gli investimenti di capitali stranieri.

Ogni F.T.Z. ha il proprio regolamento interno che disciplina le modalità ed i requisiti necessari per poter costituire ed amministrare una società straniera ed usufruire degli incentivi e vantaggi della F.T.Z.

In ogni caso, le procedure sono estremamente rapide ed elastiche, in quanto dirette a tutelare le esigenze degli imprenditori riducendo al minimo la burocrazia strettamente amministrativa/governativa, con la quale, da sempre, gli imprenditori italiani hanno dovuto convivere.

La procedura può essere riassunta in tre passaggi:         

1.      l’imprenditore, una volta predisposto il project report sul suo buisness, lo presente alla F.T.Z. in cui intende operare;

2.      quindi, completa il modulo predisposto dalla F.T.Z. contattata e richiede alla stessa F.T.Z. la licenza necessaria per poter esercitare il buisness oggetto del report presentato;

3.      infine, in tempi alquanto brevi, la documentazione viene esaminata da una commissione ad hoc predisposta dalla F.T.Z. e nel caso in cui vi siano tutti gli elementi necessari, la stessa concede l’approvazione e rilascia la licenza richiesta.

Di norma sono previste quattro tipologie di licenze:

a.       licenza industriale: con la quale è consentito import di materie prime, fabbricazione, trasformazione, assemblaggio, imballaggio, export di prodotti finiti;

b.      licenza commerciale: con la quale è consentito import, export, distribuzione, concentrazione, magazzinaggio o depositi;

c.       licenza di consulenza ed assistenza: con la quale sono consentiti tutti i tipi di management e consulenza del business ed inoltre assicurazioni, spedizioni carichi e noli, contabilità e servizi di auditing, supporto logistico (ristoranti o outlet alimentari, servizi di catering, agenzie di viaggio, tempo libero e attività sociali)

d.      licenza attività commerciale generale: necessaria per poter esercitare attività commerciali con più di sette linee di prodotti.

Infine, occorre sottolineare che ogni F.T.Z. prevede una quota di registrazione una tantum per poter accedere ai servizi offerti dalla stessa.

Di sicuro interesse, per l’imprenditore straniero che intenda delocalizzare la propria attività nelle F.T.Z. degli U.E.A., sono gli incentivi ed i vantaggi che gli vengono riconosciuti e che possono essere così sommariamente elencati:

-         la società operante potrà avere intero capitale straniero senza la necessità di individuare partners locali per poter operare;

-         la società potrà godere di un regime fiscale agevolato consistente nella totale esenzione da imposte;

-         il capitale investito ed il profitto ottenuto dall’esercizio dell’attività commerciale/economica potranno essere totalmente rimpatriati;

-         libertà di movimento dei capitali e dei prodotti tra gli U.A.E. e le G.C.C.;

-         locazioni immobiliari in cui localizzare la propria attività lavorativa rinnovabili a lungo termine al fine di garantire stabilità all’attività economica/commerciale intrapresa;

-         procedure burocratiche semplici, rapide e leggi/regolamenti trasparenti al fine di favorire un’attività economica/commerciale dinamica ed elastica;

-         abbondante offerta energetica e di forza lavoro a Low Cost; 

-         avanguardia nelle comunicazioni;

-         solide infrastrutture;

-         stabile situazione politico/economica;

-         attività di marketing e promotion.

Il tutto deve essere inquadrato in una collocazione strategica ad alto potenziale poiché ogni F.T.Z. è collocata nei pressi di porti navali e di aeroporti internazionali all’avanguardia capaci di soddisfare qualsiasi tipo di esigenze sia di trasporto sia di logistica.

Inoltre, un attento imprenditore deve essere consapevole del fatto che un investimento nelle F.T.Z. del U.A.E. non è diretto solamente ad individuare siti in cui poter produrre a costi inferiori rispetto a quelli sostenuti sul territorio italiano, ma anche ad insediarsi e a conquistare nuovi mercati dalle potenzialità infinite.

In definitiva, l’imprenditore italiano nelle F.T.Z. in oggetto potrebbe trarne benefici economici dovuti sia ad una riduzione del costo del prodotto, sia ad una più agile e strutturata burocrazia diretta ad incentivare l’investimento straniero, sia nella possibilità di conquistare il mercato del U.A.E. in cui il Made in Italy, per le sue caratteristiche intrinseche (sofisticata tecnologia e designer unico), gioca e giocherà nel futuro prossimo, sempre di più, un ruolo di assoluta predominanza.  

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