Giurisprudenza: Contratti - Imprese - Contratto di Franchising - affiliazione commerciale - recesso con modalità non prevista dal contratto - ammissibilità

Con la sentenza num 6195/2018 del 16/02/2018 il Giudice di Pace di Napoli in un opposizione a decreto ingiuntivo avente ad oggetto canoni per l'affiliazione commerciale ha statuito sulla legittimità del recesso esercitato al di fuori delle condizioni previste dal contratto di Franchising, ritenendone l'ammissibilità e dichiarando così che nulla è dovuto dal franchisee per i canoni successivi alla disdetta.

La vicenda traeva origine da un decreto ingiuntivo con il quale un noto gruppo di Franchising chiedeva il pagamento di alcuni canoni relativi ad un contratto di affiliazione commerciale incontestatamente sottoscritto dalle parti.

L'ingiunto nostro cliente spiegava opposizione avverso il suddetto decreto, sostenendo:

 

  • la nullità del contratto di affiliazione commerciale per violazione del contenuto minimo previsto dalla l.129/2004 (che disciplina in Italia il contratto di Franchising)
  • in ogni caso l'infondatezza della richiesta, essendo le mensilità richieste tutte successive al ricevimento, da parte del Franchisor, della raccomandata a/r di recesso dal contratto di affiliazione.

Nel corso del giudizio, l'affiliante costituitosi sosteneva che non poteva ritenersi ammissibile il recesso ad nutum e senza preavviso, essendo invece dovuti i canoni fino alla naturale scadenza del contratto.

Con la sentenza in commento il Giudice ha effettivamente rilevato il mancato assolvimento, nel contratto, delle prescrizioni di cui all'art.3 l.129/2004, mancando, tra l'altro, qualsiasi disposizione in ordine alla possibilità di recesso dell'affiliato, (essendo presente solo la facoltà di recesso dell'affiliante) tuttavia a detta del giudicante ciò non comportava la nullità del contratto.

Ciononostante, la mancanza di una espressa clausola circa la possibilità di recesso dell'affiliato doveva far necessariamente ritenere legittimo il recesso ad nutum e senza preavviso, e pertanto il Giudice, in mancanza della prova dell'esistenza di una pattuizione contraria, ha ritenuto legittimo il recesso, dichiarando pertanto non dovute le somme richieste con l'ingiunzione (tutte successive alla data della raccomandata di recesso inviata dall'affiliato) e revocando il d.i. opposto.

Avv. Luigi Martino

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