Giurisprudenza: La mancanza di responsabilità dell'agenzia in caso di corretto adempimento agli obblighi di prenotazione

Contratto di viaggio - clausole contrattuali - agenzia di viaggio - mandato di intermediazione turistica - assenza di responsabilità 

Risarcimento del danno da vacanza rovinata - richiesta nei confronti dell'agenzia - rigetto della domanda del turista

Con una interessante sentenza pubblicata il 16 Luglio 2018, e quindi in una controversia nella quale non era ancora applicabile la c.d. "Direttiva Pacchetti" introdotta nel Ns ordinamento con dlgs 62/2018, il Giudice di Pace di Napoli della III Sez. Civile ha rigettato la domanda di risarcimento avanzata da un cliente dell'agenzia, il quale non si riteneva soddisfatto della prestazione ricevuta, lamentando una violazione dell'obbligo di buona fede da parte dell'agenzia di viaggi, pur in presenza di un contratto di viaggio sottoscritto.

La sentenza è utile per chiarire in primo luogo l'importanza della chiarezza del contratto di viaggio, sottoscritto dal cliente all'atto della richiesta dell'acquisto del pacchetto turistico, ed inoltre per mettere in luce la diversa distribuzione delle responsabilità in capo all'agenzia di viaggi, mera intermediaria, e lo "organizzatore", responsabile della conformità e della qualità delle prestazioni offerte. 

Un cliente si recava in agenzia di viaggi per acquistare un pacchetto turistico volo + soggiorno a New York, in camera superior. Successivamente, al pacchetto già acquistato venivano in seguito aggiunte due notti (acquistate presso la stessa agenzia ma con altro tour operator) nello stesso albergo, ma in camera suite.

Prima di partire, veniva saldato il prezzo con un assegno irregolare, che veniva in seguito rifiutato dalla banca.

Arrivato sul posto, al cliente viene consegnata una camera superior come da contratto, tuttavia il turista ritiene di dover avere sin da subito una suite, e pertanto immediatamente contesta la circostanza all'albergatore ed all'agenzia.

Successivamente al rientro, l'azione veniva iniziata con un ricorso per decreto ingiuntivo proposto dall'agenzia di viaggi per il mancato pagamento del saldo prezzo del pacchetto acquistato, in quanto il cliente rifiutava di sostituire l'assegno e di pagare il dovuto.

Avverso il d.i. ottenuto dall'agenzia proponeva opposizione il cliente, sostenendo che nulla fosse dovuto ed anzi avanzando in riconvenzionale una richiesta di risarcimento danni per vacanza rovinata, essendo stato costretto a suo dire a soggiornare in una scomoda superior, sostenendo:

  1. Malafede dell'agenzia di viaggi per aver applicato prezzi più alti di quelli reperibili, a Suo dire, su alcuni siti internet, chiedendo quindi la restituzione della differenza di prezzo;
  2. Inadempimento dell'agenzia di viaggi per avergli fornito una camera superior, non adatta alle Sue esigenze, invece di una Suite come in effetti ottenuto negli ultimi 2 giorni di viaggio;
  3. Risarcimento del danno da vacanza rovinata per colpa dell'agenzia, per la scomodità ed inadeguatezza della camera superior ottenuta, fonte di disagi.

Instaurata la controversia, sin da subito l'agenzia di viaggi a mezzo del sottoscritto procuratore depositava in giudizio il contratto di viaggio sottoscritto dal cliente, laddove emergeva chiaramente:

  1. l'acquisto di un "pacchetto turistico" organizzato da un Tour Operator, e l'indicazione di venditore dell'agenzia di viaggio;
  2. l'accettazione del prezzo;
  3. l'indicazione del pacchetto e delle caratteristiche dello stesso, in particolare della camera superior;
  4. l'acquisto delle ultime 2 notti fuori pacchetto con altro operatore;

Il Giudice di pace rigettava tutte le richieste di prova testimoniale avanzate dall'opponente, in considerazione della natura documentale e contrattuale della controversia, e sulla piena documentalità della causa il Giudice di Pace di Napoli decideva in senso favorevole all'agenzia, statuendo:

  1. l'irrilevanza dei (presunti) prezzi più bassi reperiti su internet, ma soprattutto
  2. il corretto adempimento da parte dell'agenzia di viaggi alle obbligazioni su di essa gravanti, che si limitano ad una corretta e puntuale prenotazione di quanto richiesto dal cliente, nonchè
  3. la qualificazione dell'agenzia quale venditore / intermediario.

Ebbene, avendo l'agente di viaggi adempiuto all'onere della prova su di esso gravante, avendo provato con l'esibizione del contratto firmato che sin dal primo contatto in agenzia il cliente aveva espressamente richiesto una camera superior, il giudice ha correttamente statuito che nulla poteva essere addebitato all'agenzia a titolo di responsabilità, nè poteva essere avanzata nei Suoi confronti alcuna richiesta di danno da vacanza rovinata, anche in considerazione della circostanza che l'upgrade in suite delle ultime due notti era dovuto al semplice fatto che la suite era stata prenotata fuori pacchetto, con altro operatore, e su espressa richiesta, e non andava a modificare quello che era il pacchetto già prenotato in camera superior.

Nè l'aggiunta di un servizio al pacchetto acquistato aveva mutato la qualità di intermediario dell'agenzia.

La sentenza è tanto più interessante in quanto si pone nella vigenza del Codice del Turismo ante-riforma laddove era, inopportunamente, prevista la responsabilità solidale dell'agenzia di viaggi e dell'organizzatore per eventuali danni da vacanza rovinata (tuttavia avevamo già proposto, in un altro articolo, una lettura diversa della norma), ribadendo il principio (oggi normativamente previsto dagli artt.50 ss. dlgs 79/2011 come modificato dal dlgs 62/2018) che l'intermediario, laddove non sia anche organizzatore, risponde solo dell'inadempimento delle proprie prestazioni.

E' pertanto di fondamentale importanza la corretta formulazione del contratto di viaggio, unico parametro di riferimento per l'individuazione delle prestazioni e degli obblighi a carico degli intermediari.

Avv. Luigi Martino

(il download della sentenza allegata è abilitato solo agli iscritti ADVUnite)

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