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  1. In caso di fratture e ferite il danno morale si presume
    Secondo la cassazione civile, ordinanza 17 settembre 2019, n. 23146, nel caso di un soggetto che abbia riportato dette fratture ed una vasta ferita suturata con punti, ai fini del risarcimento del danno morale, che deve essere allegato e provato, trovano applicazione i paradigmi normativi in tema di presunzioni, dovendosi far discendere dal fatto noto indicato la necessaria conseguenza in termini di sofferenza.
  2. Al difensore d'ufficio spetta il rimborso anche se la procedura esecutiva è stata infruttuosa
    Il combinato disposto degli artt. 82 e 116 del d.p.r. 115 del 2002 impone di liquidare al difensore d’ufficio anche il compenso per l’attività svolta in relazione al procedimento esecutivo promosso infruttuosamente nei confronti dell’assistito.
  3. Commercializzazione prodotti sementieri: legittima la soglia minima fissa della sanzione
    Con la sentenza n. 212 del 2019 il Giudice delle leggi ha dichiarato, in riferimento agli artt. 3, 27, comma 3, e 97 Cost., la non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale relative all’art. 33, comma 1, della legge 25 novembre 1971, n. 1096, come sostituito dall’art. 3, comma 2, lett. c), della legge 3 febbraio 2011, n. 4, nella parte in cui prevede, per la commercializzazione abusiva di prodotti sementieri, una sanzione amministrativa minima di ammontare pari a euro 4.000,00, a fronte della concorrente quantificazione della sanzione in misura proporzionale di euro 40 per ogni quintale o frazione di quintale commercializzati, poiché la lesività degli illeciti sanzionati è stata valutata, non soltanto in misura proporzionale alla quantità dei prodotti commercializzati, ma anche alla stregua del disvalore proprio delle condotte, al quale è stato ricollegato il minimo della sanzione irrogabile, altrimenti la capacità deterrente della norma sarebbe svilita.
  4. L’autorimessa e la galleria commerciale non si presumono beni condominiali
    Le autorimesse ed i locali commerciali, anche se situati nel perimetro dell'edificio condominiale, non sono inclusi fra quelli di proprietà comune elencati nel citato art. 1117 c.c. (neppure sotto l'aspetto di "parte dell'edificio necessaria all'uso comune") e il condominio non può, perciò, giovarsi della relativa presunzione al fine di pretendere il contributo di ogni condomino alle relative spese di manutenzione. E’ quanto si legge nella sentenza 16 settembre 2019, n. 23001 della Cassazione.
  5. L’onorario del CTU va decurtato se la relazione è depositata con un giorno di ritardo
    Secondo la Cassazione, ordinanza 10 settembre 2019, n. 22621, la decurtazione degli onorari del consulente tecnico d'ufficio prevista dall'art.52 del DPR n.115 del 2002 per il caso in cui la prestazione non sia stata completata nel termine originariamente stabilito ovvero entro quello prorogato per fatti sopravvenuti e non imputabili all'ausiliario del magistrato, rispettivamente stabilita per il caso di onorari a tempo dall'esclusione delle prestazioni svolte nel periodo successivo alla scadenza del termine, e per gli altri onorari non determinati a tempo dalla riduzione fissa nella misura di un terzo, costituisce una sanzione finalizzata a prevenire comportamenti non virtuosi dell'ausiliario e indebite dilatazioni dei tempi processuali, in funzione di garanzia del principio del giusto processo. In relazione alla predetta sanzione il legislatore non ha attribuito al giudice di merito alcun potere di graduazione, né con riferimento al quantum, né con riferimento all'entità del ritardo in cui è incorso l'ausiliario nel deposito della sua relazione.
  6. Il cane causa un sinistro ed il padrone ne risponde
    La responsabilità civile per i danni causati dai cani randagi deve ricadere sull'ente o sugli enti cui è attribuito dalla legge il dovere di prevenire il pericolo specifico per l'incolumità della popolazione, ossia il compito della cattura e della custodia dei cani vaganti o randagi, non a quelli cui sono attribuiti generici compiti di prevenzione del randagismo. Questo principio viene applicato per la liquidazione dei danni derivati da un sinistro causato da un animale randagio. A confermare il suddetto orientamento è la Cassazione con ordinanza 10 settembre 2019, n. 22522.
  7. Salvo titolo contrario, il sottoscala si presume parte condominiale
    L’art. 1117 c.c. fornisce la “chiave” per individuare quali, in un caseggiato, siano le cose comuni, precisando che la presunzione di condominialità di una porzione immobiliare, rientrante nel campo di applicazione di tale norma, può essere vinta, dal singolo condomino, solo in ragione di un titolo originario che esplicitamente gliene attribuisca la proprietà esclusiva oppure qualora lo stesso dimostri di averla comunque acquisita mediante usucapione. E’ quanto si legge nella sentenza n. 22442 del 9 settembre 2019 della Cassazione.
  8. Concorso di colpa: il Giudice ha l’obbligo di motivare sulla graduazione di responsabilità
    E’ apparente la motivazione del Giudice che, in caso di sinistro stradale, applica la presunzione di pari responsabilità ex art. 2054, comma 2 c.c., senza alcuna valutazione circa la graduazione di responsabilità imposta proprio dalle emergenze processuali. A confermarlo è la Cassazione con ordinanza n. 22735 del 12 settembre 2019.
  9. Fallimento del debitore esecutore: l’opposizione di terzo si trasferisce al Giudice fallimentare
    Se, nel corso del giudizio di opposizione, il debitore esecutato venga dichiarato fallito, il processo dovrà essere dichiarato interrotto, secondo la regola generale di cui all'art. 43, comma terzo, L.F.; la pretesa del terzo opponente dovrà essere accertata nel concorso degli altri creditori e, quindi, trasferirsi in sede fallimentare. Questo è quanto stabilito dalla sentenza n. 22166/2019 della Cassazione civile.
  10. Il periculum in mora deve evincersi dalle peculiarità del caso concreto
    Affinchè l’Autorità giudiziaria possa concedere un provvedimento cautelare, la parte istante ha l’onere di dimostrare l’esistenza del periculum in mora – che giammai può considerarsi in re ipsa - oltre che del fumus boni iuris. La conferma arriva dal Tribunale di Taranto con ordinanza 1 agosto 2019.
  11. L’impugnazione della sentenza disciplinare è regolata dal principio tempus regit actum
    Il termine per proporre ricorso avanti al C.N.F. previsto all'art. 61, comma 1, L. n. 247 del 2012 trova applicazione soltanto per i provvedimenti notificati successivamente al 1°/1/2015, data di entrata in vigore del Regolamento C.N.F. 21 febbraio 2014 n. 2, in quanto la regola transitoria dettata all'art. 65, comma 1, L. n. 247 del 2012 inibisce l'immediata applicazione delle disposizioni processuali sino al verificarsi dell'evento assunto dalla norma come rilevante, e cioè sino all'entrata in vigore dei previsti regolamenti. E’ quanto si legge nella sentenza n. 22714 dell’11 settembre 2019 della Cassazione.
  12. Il bene indivisibile può essere assegnato per intero anche al titolare di una quota minore
    Seconodo la Cassazione, ordinanza 3 settembre 2019, n. 22038, l'art. 720 c.c. non obbliga il giudice ad attenersi necessariamente al criterio della quota maggiore, nel caso in cui uno o più immobili non siano comodamente divisibili, riconoscendogli la legge il potere discrezionale di derogare al criterio della preferenziale assegnazione al condividente titolare della maggior quota, purché assolva all'obbligo di fornire una adeguata e logica motivazione della diversa valutazione di opportunità adottata.
  13. Istant book, tra diritto di cronaca e rischio di diffamazione
    Quando alla pubblicazione di un articolo lesivo della reputazione di una persona può essere applicata l’esimente del diritto di cronaca? Come bilanciare gli interessi in gioco, se da un lato c’è la libertà di informazione e stampa e, dall’altro, c’è l’onore e la privacy della persona citata? A guidare in questi casi l’operatore del diritto è certamente la giurisprudenza di legittimità che si è più volte interessata di individuare i principi da applicare alle fattispecie concrete: sotto tale profilo, ad esempio, sembra averne giovato il Tribunale di Milano che con la sentenza n. 3254/2019 ha affrontato il caso della pubblicazione di un istant book contenente le intercettazioni telefoniche oggetto delle indagini sul “caso Belsito”, divulgate mentre il procedimento penale era ancora in corso. Secondo il giudice milanese di I grado, l’ebook ha diffamato, violando anche il suo diritto alla privacy, “Rosy” M., ex vicepresidente del Senato ed esponente della Lega Nord. La sentenza - passata pressoché inosservata nella stampa generalista italiana così come la notizia dell’archiviazione da parte del Gip dei fascicoli aperti nei confronti di Rosy M. nell’ambito sia delle indagini sul “caso Belsito”, sia sulle “spese pazze” alla Regione Lombardia - ha il pregio di offrire una ricostruzione giurisprudenziale in un ambito molto attuale e delicato.
  14. Il locatore è corresponsabile dei danni se non cura la manutenzione dell’immobile locato
    Può ritenersi corresponsabile del danno ex art. 1227 comma 1 c.c. il proprietario per i danni da omessa custodia dell’immobile locato, in ragione della prolungata mancata manutenzione e del mancato esercizio del diritto di ispezione. E’ quanto si legge nell’ordinanza n. 22181 della Cassazione del 5 settembre 2019.
  15. Clausola risolutiva espressa: quando può dirsi nulla?
    E’ nulla la clausola risolutiva espressa per indeterminatezza dell’oggetto, allorquando la stessa non contenga l’indicazione specifica delle obbligazioni contrattuali da cui le parti abbiano deciso di far discendere la risoluzione contrattuale ex art. 1456 c.c. in ipotesi di loro inadempimento. E’ quanto statuito dal Tribunale di Benevento nella recente sentenza, 24 maggio 2019, n. 934.

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