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  1. Il Comune risponde dei danni causati dalla mancata pulizia della spiaggia
    Il Comune è tenuto al risarcimento dei danni provocati da braci ancora ardenti nascoste sotto la sabbia; la brace lasciata da chi ha acceso il falò è, infatti, un rifiuto solido il cui smaltimento rientra negli obblighi del Comune e la sua rimozione non presuppone attività di scavo o di bonifica, per le quali il Comune necessita di autorizzazione. E’ quanto si legge nella sentenza 15 marzo 2019, n. 7362 della Cassazione.
  2. Appalto, mancato pagamento e vizi dell’opera: da quando decorrono gli interessi moratori?
    La Corte di cassazione con la sentenza 27 febbraio 2019, n. 5734, prendendo le mosse dell’esegesi dell’art. 2 del D.Lgs. n. 231/02 e dalla ratio legis, riconduce il contratto di appalto nell’alveo applicativo della normativa attuativa della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, chiarendo, nel caso di vizi dell’opera, da quando decorrono gli interessi moratori.
  3. Il direttore dei lavori è tenuto alla sorveglianza delle opere
    Non si sottrae a responsabilità il professionista che ometta di vigilare e di impartire le opportune disposizioni al riguardo, nonché di controllarne l'ottemperanza da parte dell'appaltatore e di riferirne al committente; in particolare, l'attività del direttore dei lavori per conto del committente si concreta nell'alta sorveglianza delle opere, che, pur non richiedendo la presenza continua e giornaliera sul cantiere né il compimento di operazioni di natura elementare, comporta, comunque, il controllo della realizzazione dell'opera nelle sua varie fasi e, pertanto, l'obbligo del professionista di verificare, attraverso periodiche visite e contatti diretti con gli organi tecnici dell'impresa, da attuarsi in relazione a ciascuna di tali fasi, se sono state osservate le regole dell'arte e la corrispondenza dei materiali impiegati. A confermare il sudetto orientamento è la Cassazione con ordinanza n. 7336 del 14 marzo 2019.
  4. Locazioni: se l’immobile è danneggiato, il conduttore paga anche i danni da mancata locazione
    Qualora, in violazione dell’art. 1590 c.c., al momento della riconsegna l’immobile locato presenti danni eccedenti il degrado dovuto a normale uso dello stesso, incombe al conduttore l’obbligo di risarcire tali danni, consistenti non solo nel costo delle opere necessarie per la rimessione in pristino, ma anche nel canone altrimenti dovuto per tutto il periodo necessario per l’esecuzione e il completamento di tali lavori, senza che, a questo ultimo riguardo, il locatore sia tenuto a provare anche di aver ricevuto – da parte di terzi – richieste per la locazione, non soddisfatte a causa dei lavori. E’ quanto si legge nell’ordinanza n. 6596 del 7 marzo 2019 della Cassazione.
  5. Discriminazione: la reazione delle Corti straniere
    Quali sono gli ultimi orientamenti stranieri in materia di discriminazione religiosa ed etnica in ambito lavorativo, di tutela della sicurezza e di immigrazione? Si presentano i casi relativi all’ordinamento olandese, statunitense e britannico.
  6. Non è previsto alcun termine per la notifica della revoca della patente
    Non essendo configurabile un interesse del sanzionato ad una immediata notifica del provvedimento di revoca della patente, per il cui adempimento la legge infatti non prevede alcun termine. E’ quanto si legge nella sentenza 12 marzo 2019, n. 7026 della Cassazione.
  7. La casa nella crisi familiare: riflessi sui rapporti condominiali
    Di seguito l'articolo dell’Avv. Benoit Torsegno, pubblicato su Immobili & proprietà n. 2/2019, Ipsoa, Milano. L’articolo, dopo una breve sintesi della disciplina relativa alle conseguenze personali e patrimoniali della crisi familiare, soprattutto riguardo alla casa di abitazione della famiglia, analizza i collegamenti ed i riflessi che la convivenza, il matrimonio, la separazione ed il divorzio possono avere sui rapporti relativi a tale immobile, sia rispetto alla gestione condominiale, con particolare riferimento alla convocazione dell’assemblea ed alla suddivisione delle spese, sia riguardo alla imputazione e suddivisione tra i coniugi delle poste attive e/o passive concernenti il medesimo.
  8. Mediazione obbligatoria: perentorio il termine per la proposizione dell’istanza
    La decisione del Tribunale di Macerata del 7 febbraio 2019 ribadisce due principi applicati piuttosto spesso, ma non sempre, dalla giurisprudenza. Da un lato, si conferma il carattere perentorio del termine per la proposizione dell’istanza di mediazione obbligatoria; dall’altro, si ribadisce che l’onere di proporre tale istanza, in caso di opposizione a decreto ingiuntivo, grava a pena di improcedibilità sull’opponente e non sull’opposto. L’Autore mostra di condividere soltanto la seconda delle soluzioni, posto che la prima risulta fondata su una lettura ingiustificatamente formale del dettato normativo.
  9. Rumori provenienti da un salumificio? Illegittimi se superano la normale tollerabilità
    Le leggi ed i regolamenti che disciplinano le attività produttive e che fissano le modalità di rilevamento dei rumori ed i limiti massimi di tollerabilità in materia di immissioni perseguono interessi pubblici, disciplinando in via generale ed assoluta i livelli di accettabilità delle immissioni al fine di assicurare alla collettività il rispetto di livelli minimi. Ciò significa che il superamento di tali livelli è senz'altro illecito, mentre l'eventuale non superamento non può considerarsi senz'altro lecito, dovendo il giudizio sulla loro tollerabilità essere effettuato alla stregua dei principi stabiliti dall'art. 844 c.c. A confermarlo è la Cassazione con ordinanza 11 marzo 2019, n. 6906.
  10. Inammissibile il ricorso cautelare in materia di privacy e condominio
    Il Tribunale di Udine, 11 febbraio 2019, esamina il ricorso cautelare di un condominio finalizzato ad evitare al condominio sanzioni amministrative da parte del Garante privacy connessi all’utilizzo di un’area comune ad uso reception.
  11. Per la sosta a pagamento rileva la segnaletica verticale
    Le prescrizioni dei segnali verticali prevalgono su quelle dei segnali orizzontali, mentre la funzione dei segnali orizzontali di delimitazione degli stalli di sosta in aree di sosta a pagamento non è autonoma, ma svolge una funzione integrativa dei segnali stradali verticali, essendo prevista l'obbligatorietà della delimitazione degli stalli di sosta mediante strisce blu solo quando gli stalli siano disposti a spina o a pettine. E’ quanto si legge nell’ordinanza n. 6398 del 5 marzo 2019.
  12. Richieste istruttorie: se non reiterate con la precisazione delle conclusioni, si intendono rinunciate
    La parte che si sia vista rigettare dal giudice di primo grado le proprie richieste istruttorie ha l'onere di reiterarle al momento della precisazione delle conclusioni poiché, diversamente, le stesse debbono intendersi rinunciate e non possono essere riproposte in appello.
  13. Bilateralità della notificazione dell’impugnazione nel termine breve: le SS.UU. risolvono il contrasto
    Con la sentenza n. 6278 del 2019, le Sezioni Unite sono intervenute per dirimere un importante contrasto su una delicata questione processuale afferente all’individuazione del termine di decorrenza per la proposizione dell’impugnazione ad opera della parte che notifica la sentenza nel c.d. termine breve di cui all’art. 326 c.p.c., sancendo che anch’essa per essa vale lo stesso momento di decorrenza previsto per il destinatario della notifica, ovvero quello coincidente con il perfezionamento della notifica nei confronti di quest’ultimo.
  14. Effetti collaterali: i limiti della responsabilità della casa farmaceutica
    La Cassazione, con sentenza 7 marzo 2019 n. 6587, si pronuncia su una delicata questione: se un farmaco, con una probabilità infinitesimale, segnalata dal produttore, può avere un certo effetto collaterale grave, e questo si verifica, quale regime di responsabilità si applica alla casa farmaceutica?
  15. È nulla la rinuncia preventiva all’indennità per la perdita dell’avviamento
    L'art. 79, L. 27 luglio 1978, n. 392 non impedisce al conduttore di rinunciare all'indennità per la perdita dell'avviamento commerciale, purché ciò avvenga successivamente alla conclusione del contratto, quando può escludersi che il conduttore si trovi in quella posizione di debolezza alla cui tutela la richiamata disciplina è preordinata. A confermarlo è la Cassazione con sentenza 7 marzo 2019, n. 6588.

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