News e aggiornamenti giuridici

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  • 18.09.20 L’impatto del Covid-19 sui contratti commerciali: la Cassazione promuove la rinegoziazione obbligatoria
    Con una approfondita e per certi versi innovativa Relazione, l’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione è intervenuto sul tema delle novità normative aventi ad oggetto l’emergenza Covid-19 in ambito contrattuale e concorsuale. Dopo avere analizzato i recenti interventi emergenziali e i tradizionali rimedi codicistici, la Cassazione compie un deciso endorsement in favore della rinegoziazione quale soluzione ottimale per il riequilibrio dei rapporti commerciali a seguito della sopravvenienza pandemica, sancendo l’esistenza di un dovere di rinegoziazione in capo alla parte avvantaggiata basato sul principio di buona fede oggettiva. A fronte di tale importante affermazione, restano una serie di importanti criticità, affrontate in parte dalla Relazione, legate ai parametri di giudizio a disposizione del giudice per valutare la rinegoziazione e al provvedimento a disposizione dell’autorità giudiziaria in caso di fallimento dell’attività rinegoziativa.
  • 18.09.20 La prova della scopertura assicurativa può essere fornita anche per testimoni
    Ai fini della prova della mancanza di copertura assicurativa in giudizio nei confronti del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, non sussiste un regime probatorio legale, neppure in presenza di rapporto dell'autorità o dichiarazione dell'Isvap, ma si deve applicare il regime della prova libera, con qualsiasi mezzo comprese le presunzioni.
  • 17.09.20 Risoluzione del contratto di affitto di azienda e criteri per la liquidazione del danno
    La presenza di una clausola risolutiva espressa, da un lato, l’esistenza di un riconoscimento di debito, dall’altro, consentono di pervenire – accertato sotto il profilo strettamente materiale il mancato adempimento dell’obbligazione dedotta nella prima, e l’oggettiva natura ricognitiva del secondo – alla definizione delle reciproche pretese delle parti, con sentenza dichiarativa, dunque, senza necessità di valutare diversi profili, altrimenti rilevanti (come sarebbe stato se, in mancanza dei primi, il Giudice avesse dovuto valutare la gravità dei rispettivi inadempimenti, operando con pronuncia di natura costitutiva ai sensi dell’art. 1453 c.c.). Alla risoluzione per inadempimento dell’affittuario dell’azienda consegue, oltre al risarcimento del danno emergente e del lucro cessante, il ristoro del danno da perdita dell’avviamento, la cui quantificazione è stata operata sul parametro oggettivo rappresentato dal tasso di royalty sul fatturato. È quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Frosinone del 18 febbraio 2020.
  • 17.09.20 Se la procura è invalida, sull’avvocato gravano le spese di lite
    In caso di ricorso per cassazione dichiarato inammissibile per difetto di una valida procura rilasciata al difensore, trattandosi di attività processuale della quale il legale assume esclusivamente la responsabilità, su di lui e non sulla parte grava la pronuncia relativa alle spese del giudizio, compreso il raddoppio dell'importo dovuto a titolo di contributo unificato. A confermarlo è la Cassazione con ordinanza 3 settembre 2020, n. 18283.
  • 16.09.20 L’errata valutazione degli atti non integra errore revocatorio
    Secondo la Cassazione, ordinanza 4 settembre 2020, n. 18372, non è idonea ad integrare errore revocatorio, rilevante ai sensi ed agli effetti dì cui agli artt. 391 bis e 395, n. 4) c.p.c., la valutazione, ancorché errata, del contenuto degli atti di parte e della motivazione della sentenza impugnata, trattandosi di vizio costituente errore di giudizio e non di fatto.
  • 16.09.20 Decreto Rilancio: l’onorario dell’amministratore è detraibile?
    L’art. 119 del D.L. 19 maggio 2020 n. 34 convertito in legge 17 luglio 2020 n. 77 ha concesso alcune detrazioni fiscali, in aggiunta a quelle già esistenti, consentendo, ai soggetti irpef che ne possono usufruire, di ricomprendere tra i costi sostenuti e detraibili anche gli onorari dei professionisti che a diverso titolo operano nell’interesse dei condominii. L’onorario dell’amministratore, che svolge un immane lavoro, non viene citato. Quale ne è la sorte?
  • 15.09.20 La responsabilità civile al tempo del Covid-19
    Di seguito l’articolo del Prof. Ponzanelli, pubblicato su Danno e Responsabilità n. 4/2020, Ipsoa, Milano. L’Autore esamina l’impatto della pandemia originata dal coronavirus sulle regole di responsabilità civile e si interroga sulla loro idoneità a governare questo che appare essere un vero e proprio mass tort case.

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  • 18.09.20 Targeting sui social media: l’EDPB adotta le linee guida
    Con le Linee Guida n. 08/2020, adottate lo scorso 2 settembre, lo European Data Protection Board (EDPB) ha fornito alcuni orientamenti pratici in merito al targeting degli utenti dei social media e, in particolare, grazie a alcuni esempi di differenti tipologie di situazioni, ha chiarito i ruoli e le responsabilità del fornitore di social media, dei targerter, nonché i rischi connessi cui è sottoposta la persona interessata.
  • 17.09.20 La protezione dei dati personali ai tempi dell’epidemia
    Di seguito l'articolo dei Prof. Cuffaro e del dott. D’Orazio, pubblicato su Il Il Corriere Giuridico n. 6/2020, Ipsoa, Milano. Il tracciamento dei contatti personali a fini di sorveglianza sanitaria si prospetta come un capitolo ulteriore del “diritto dell’emergenza” introdotto per fronteggiare il fenomeno epidemico. Al pari di altre misure in vario grado limitative delle libertà personali, il trattamento di dati personali determinato dall’adozione di sistemi di contact-tracing evoca il duplice tema del limite entro cui può derogarsi alla pienezza delle tutele e del bilanciamento tra i diversi diritti e interessi. Le previsioni del D.L. n. 28/2020, ora convertito in legge, e la  definizione in dettaglio delle modalità operative dei dispositivi tecnologici di tracciamento rappresentano innovazioni il cui esame non può prescindere dal quadro normativo del trattamento di dati personali motivato da tale finalità di interesse pubblico, le cui coordinate essenziali si individuano nei principi di proporzionalità e di solidarietà sociale.
  • 17.09.20 L’imitazione di una forma peculiare e diversa da quella di altri prodotti è un atto di concorrenza sleale
    In assenza di ulteriori specificazioni, l’apposizione del marchio del produttore sulla confezione esterna di un prodotto, la cui forma riprende gli elementi caratterizzanti e non necessitati di un prodotto concorrente, non vale ad escludere il pericolo di confusione sull’origine imprenditoriale dello stesso, quando venga pubblicizzato su internet senza mostrare l’involucro esterno. In questo modo si è espresso il Tribunale di Ancona con la sentenza del 5 agosto 2020.
  • 16.09.20 Privacy: la P.A. deve cancellare tempestivamente sull'albo pretorio i dati dei dipendenti
    Secondo l’ordinanza n. 18292/2020 della Cassazione civile, è responsabile il Comune per aver mantenuto la pubblicazione dei dati personali di un dipendente sull’albo pretorio, oltre il termine di quindici giorni, non avendo osservato l’obbligo di adottare le cautele, organizzative e gestionali necessarie ad evitare l’illecito. La pubblicazione delle notizie relative alla vita privata dell’impiegato, non può ritenersi legittimata dalle ragioni di trasparenza, come l’Ente aveva sostenuto a propria difesa.
  • 15.09.20 Non vìola la privacy la comunicazione dei dati sanitari del dipendente se già resa nota dallo stesso
    La Cassazione, con l’ordinanza n. 16560/2020, dichiara inammissibile il ricorso di un infermiere contro la decisione del Garante privacy relativa ad un caso di comunicazione di dati in materia di sorveglianza sanitaria e approfondisce la tematica del rapporto fra protezione dei dati e sicurezza del lavoro.
  • 14.09.20 PEC: la mancata conoscenza del messaggio è irrilevante se l’avvocato non prova che non è colpa sua
    In tema di notificazione al difensore mediante invio dell'atto tramite posta elettronica certificata, nel momento in cui il sistema genera la ricevuta di accettazione e di consegna del messaggio nella casella del destinatario, si determina, analogamente a quanto avviene per le dichiarazioni negoziali ai sensi dell'art. 1335 c.c., una presunzione di conoscenza da parte dello stesso, il quale, pertanto, ove deduca la nullità della notifica, è tenuto a dimostrare le difficoltà di cognizione del contenuto della comunicazione correlate all'utilizzo dello strumento telematico. Così ha stabilito la sentenza n. 17662/2020 della Cassazione civile.
  • 11.09.20 L’EDPB chiarisce i ruoli di Titolare e Responsabile del trattamento e le loro interazioni
    Con le Linee Guida n. 07/2020, lo European Data Protection Board (EDPB) ha fornito alcuni chiarimenti relativamente alle importanti figure di soggetto Titolare e soggetto Responsabile con riferimento al trattamento dei dati personali.

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  • 18.09.20 Domanda di ammissione al passivo di crediti simulati e truffa: nessun concorso tra i reati
    Nella materia del concorso apparente di norme il criterio valutativo da adottare è quello di specialità previsto dall'art. 15 cod. pen., che si fonda sulla comparazione della struttura astratta delle fattispecie, considerando altresì i caratteri del fatto oggetto di contestazione. Secondo la sentenza n. 25836/2020 della Cassazione penale, non c’è concorso, quindi, fra truffa e il reato fallimentare di domanda di ammissione al passivo di crediti simulati.
  • 17.09.20 Confermate le semplificazioni per cancellare una società dal Registro delle imprese
    È stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale, Serie Generale n. 228 del 14/9/2020 la legge 11 settembre 2020 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale.
  • 16.09.20 La banca deve informare anche un cliente esperto
    In tema di intermediazione finanziaria, l’intermediario non è esonerato, in presenza di un investitore pur aduso ad operazioni finanziarie a rischio elevato che risultino dalla sua condotta pregressa, dall’assolvimento degli obblighi informativi, prescritti in generale e senza eccezioni dall’art. 21 D.Lgs. n. 58 del 1998, con le relative prescrizioni di cui al regolamento Consob n. 11522 del 1998, e successive modificazioni, permanendo in ogni caso l’obbligo primario dell’intermediario di offrire la piena informazione circa la natura, il rendimento ed ogni altra caratteristica del titolo. In questo modo si è espressa la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 18153/2020.
  • 15.09.20 In G.U. la legge di conversione del Decreto Semplificazioni: le novità in materia societaria
    È stata pubblicata in G.U. la L. 120/2020, la legge di conversione del D.L. n. 76/2020, che ha apportato alcune modifiche alle disposizioni dettate dal c.d. Decreto Semplificazioni volte ad accelerare le procedure di cancellazione d’ufficio delle società dal Registro delle imprese, nonché alla disciplina introdotta dalla legislazione emergenziale allo scopo di favorire una più rapida deliberazione ed esecuzione di operazioni di aumento di capitale, necessarie per aiutare le società a superare la difficile congiuntura economica dovuta alla pandemia: si tratta, in parte, di misure di carattere transitorio e, in parte, di modifiche destinate ad operare anche al termine dell’attuale situazione di emergenza.
  • 14.09.20 Opposizione allo stato passivo: ammessa la chiamata del terzo
    L’art. 99, comma 8, legge fallim. prevede espressamente la possibilità per qualunque interessato di intervenire nel giudizio di impugnazione entro il termine stabilito per la costituzione delle parti resistenti. La giurisprudenza di merito ha ammesso la possibilità di chiamare in giudizio l’assicuratore, affermando che la norma non contiene una preclusione all’applicabilità dell’istituto della chiamata in causa di terzo. Tuttavia, secondo l’ordinanza del Tribunale di Piacenza del 14 luglio 2020, le impugnazioni in generale ed il giudizio di opposizione allo stato passivo in particolare hanno ad oggetto esclusivamente l’accertamento di una pretesa nei confronti della massa, sulla base del titolo dedotto dal creditore.
  • 11.09.20 Fideiussione di regresso e fideiussione del fideiussore: intervento chiarificatore della Cassazione
    È meritevole di tutela la clausola con cui le parti, in ipotesi di fideiussione di regresso, estendano la spettanza dell'azione di rilievo attivamente al primo fideiussore e passivamente al fideiussore di regresso. Così ha stabilito l'ordinanza della Cassazione civile n. 17820/2020.
  • 10.09.20 Il Tribunale di Brescia si orienta per la nullità parziale della fideiussione conforme allo schema ABI
    Sono nulle le fideiussioni prestate a garanzia delle operazioni bancarie conformi allo schema di contratto predisposto dall’ABI, alla luce del provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005 della Banca d’Italia e che da tale accertamento non sono esclusi i contratti che costituiscono applicazione “a valle” di un’intesa anticoncorrenziale vietata dall’art. 2 legge 287/1990, anche se stipulati anteriormente al riconoscimento dell’illecita intesa da pare dell’Autorità Garante. Ne consegue che l’estensione della nullità dall’intesa anticoncorrenziale in senso lato, ai negozi a “valle”, frutto ed espressione di tale intesa, implica che sia assolto l’onere probatorio in ordine al collegamento esistente tra la prima ed il secondo, ossia al fatto che la fideiussione omnibus prestata sia stata modellata sullo schema di contratto predisposto dall’ABI con la finalità di aderire allo stesso ed i tal modo escludere un ambito di differente negoziabilità. Dinnanzi a tale prova la banca può fornire prova contraria del nesso causale tra l’illecito concorrenziale ed il danno, ma non con argomentazioni generali, tese a rimettere in discussione i fatti costitutivi della sussistenza della violazione della disciplina sulla concorrenza, già valutati dall’Autorità Garante, bensì offrendo precise indicazioni su situazione e comportamenti relativi ad essa e al garante, idonei a dimostrare che le clausole vagliate non siano state determinate dalla partecipazione all’intesa illecita, ma da altri fattori. La nullità di tali clausole contrattuali non travolge però automaticamente l’intero contratto di fideiussione, ma può essere vagliata alla stregua dell’art. 1419 c.c., il quale stabilisce che la nullità di alcune clausole contrattuali travolge il contratto nella sua interezza solo se risulta che il contraente non l’avrebbe stipulato in loro assenza. Il Tribunale di Brescia, inoltre, ritiene accertata la nullità della clausola inserita nel modulo fideiussorio che si pone in deroga al 1957 cc. I co. anche se è stata eccepita solo a mezzo della prima memoria ex art. 183 VI comma cpc, essendo rilevabile d’ufficio dal Giudice quale fatto estintivo risultante dal materiale probatorio acquisito. Ciò detto in applicazione della disciplina codicistica essendo decorso, nel caso di specie, il termine di sei mesi, si è verificata l’estinzione dell’obbligazione fideiussoria azionata, per l’effetto la domanda revocatoria della banca è stata dichiarata infondata e per l’effetto rigettata, salvando così il fideiussore e il fondo patrimoniale da questo costituito.


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